L’ essenza di Boniardi & Partners

Nel sito della Boniardi&Partners vengono presentate alcune opere artistiche che oltre, ad essere una nota di bellezza, rappresentano la modalità scelta per descrivere e sintetizzare la filosofia e lo stile della società.

La sequenza delle opere stesse ha poi un suo significato: un percorso che potremmo definire “artistico-professionale” articolato in cinque momenti.

La scultura che fa da “apertura” al sito, dal titolo Freedom (2001) opera dello scultore figurativo americano di origini greche Zenos Frudakis, è ubicata a Filadelfia davanti agli Headquarters del Gruppo multinazionale GlaxoSmithKline: non è quindi un’opera conservata all’interno di un museo ma è “viva” in mezzo alla gente. La scultura mette in evidenza il movimento di un soggetto che si stacca da tutti gli altri, proteso con grande energia, vigore e senso della libertà verso un nuovo traguardo, forse non considerato o trascurato dagli altri.

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Il ruolo fiduciario che caratterizza il modus operandi della Boniardi&Partners si concretizza in una vicinanza al cliente a 360 gradi, in cui si alternano momenti di riflessione ed analisi alla condivisione di obiettivi affrontati sempre con grande operatività: “giacca e cravatta ma anche maniche rimboccate”.

Riteniamo che la carriera professionale, come del resto la vita, sia fatta anche di alcune opportunità di straordinaria potenzialità e rilevanza, non sempre pianificate o prevedibili. L’orario ferroviario non prevede treni speciali ed è importante essere sulla banchina al momento giusto per prendere al volo quei treni. Non è forse fuori luogo riflettere sul fatto che probabilmente il nostro futuro sarà sempre più caratterizzato da situazioni imprevedibili che portano alla mente il film Sliding doors, diretto nel 1998 da Peter Howitt.

Nel primo dipinto dal titolo Ritratto di Dora Maar (1937), Pablo Picasso ritrae questa donna, fotografa di fama e sua musa ispiratrice. Si tratta di un’opera in cui da un lato i particolari del corpo quali le mani affusolate, i gomiti appuntiti, le unghie lunghe e smaltate, l’orecchino dall’altro l’abbigliamento ricercato e la scelta dei colori brillanti mettono in evidenza il temperamento forte ed indipendente che lo stesso Picasso riconobbe sempre a Dora Maar.

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La comprensione dei tratti caratterizzanti ogni persona unita all’attenzione volta a coglierne dettagli e sfumature, indipendentemente dal ruolo ricoperto è il primo dei tre cardini costitutivi del nostro modo di interpretare la professione: da un lato vicinanza, comprensione, ascolto dall’altro lettura rigorosa delle competenze, dei comportamenti organizzativi e degli atteggiamenti.

Nel secondo dipinto, Vocazione di San Matteo di Michelangelo Merisi noto come il Caravaggio (1599-1600), i protagonisti – tra cui in particolare lo stesso Matteo, Pietro e Gesù Cristo – si muovono come su di un palco con forte intensità e valenza simbolica, interpretando con grande realismo sensazioni ed emozioni diverse, rese vive dalla straordinaria forza della luce del Caravaggio: personaggi che si confrontano in uno scenario povero e modesto quale l’osteria e che condividono un momento di alta tensione emotiva fatta di sguardi e gestualità.

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La profonda considerazione della dimensione relazionale e della complessità delle dinamiche interpersonali costituisce il nostro secondo cardine: impegno e disponibilità al confronto costruttivo, rispetto e valorizzazione delle diversità, sensibilità e positività nella gestione dei rapporti umani sono parte costitutiva dei nostri valori, consapevoli che le potenzialità del singolo si moltiplicano se non sono abbandonate alla loro solitudine.

Nel terzo dipinto, Periferia (1922), Mario Sironi descrive un insieme di edifici e costruzioni industriali, presentati senza compiacimenti estetici attraverso pastosi cromatismi cupi, quasi che l’autore voglia dar voce alla tragicità umana delle periferie ma anche all’energia strutturale della fabbrica, grandiosa e complessa al contempo, pur nella semplicità del tratto dell’autore.

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La comprensione dell’azienda e del contesto socio-economico in cui opera, dalle caratteristiche del business e dello scenario competitivo ai processi organizzativi, dalla mission ai valori, costituisce il terzo cardine del nostro modus operandi. Conoscere a fondo, con grande umiltà e senza preconcetti culturali l’azienda e la sua storia ci permette di essere percepiti come interlocutori affidabili e credibili, di evitare di esprimere considerazioni superficiali e di essere protagonisti, assieme all’azienda, di impegnativi progetti di sviluppo organizzativo.

La fotografia infine di Robert Doisneau dal titolo Atelier de montage des moteurs (1938) coglie, attraverso il rigore del bianco-nero, il momento dell’inizio del turno di lavoro: motori in fase di assemblaggio, macchinari, impianti, maestranze all’interno di un reparto della Renault che paiono fondersi in un tutt’uno rigoroso ed ordinato, che sa di efficienza, produttività, fatica quotidiana.

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Le nostre esperienze e la nostra stessa filosofia ci portano sempre a considerare le aziende quali “entità organizzative integrate”, caratterizzate inoltre da quei tratti originali, distintivi ed unici che sono spesso fonti di successo duraturo nel tempo. Al riguardo il nostro approccio personalizzato da noi denominato P.O.F. (Personal and Organizational Fitting) si prefigge di valutare il grado di coerenza complessiva (competenze, comportamenti, atteggiamenti) tra l’azienda e le persone, a livello del singolo e dei gruppi di lavoro.